E comunque Mad Max: Fury Road è il film dell'anno
Da settimane girano le consuete classifiche, più o meno autorevoli, sui migliori film dell'anno. Uno come il sottoscritto non può ignorarle, ma nemmeno prenderle troppo sul serio. Ad ogni cosa va dato il suo peso.
In primis, è assurdo fare una classifica dei migliori film dell'anno in senso assoluto, perchè vorrebbe dire aver visto ogni film distribuito, in ogni paese nell'arco dell'anno solare. Tecnicamente, anche se ti sei perso solo un film indipendente del Mali, o della Polinesia del Sud, non puoi dire di averli visti tutti, e magari ti sei perso quello giusto. E quindi come la mettiamo?
Visto che nemmeno io ho visto tutti i film usciti nel mondo quest'anno, decido di eleggere il film secondo me più importante, iconico e che ha messo d'accordo più persone possibili (meglio se eterogenee). Tralasciando che non posso prendere in considerazione i da me attesissimi The Hateful Eight e The Revenant, anche se usciti nel 2015 in USA, perchè da noi escono rispettivamente il 4 febbraio e il 16 gennaio. Ad ogni modo, ricordando i criteri di scelta sopra esposti, confermo quanto pensato la sera di maggio in cui mi recai al cinema a vederlo: Mad Max: Fury Road è per distacco il film dell'anno. Al cinema, riflettendo in piedi durante i titoli di coda, avevo detto a voce alta:
Il pensiero, già ricorrente durante la proiezione, era riferito al secondo capitolo della saga, l'epocale Interceptor - Il Guerriero della Strada (in originale noto come Mad Max 2). Pensavo a qualcosa che potesse essere paragonabile, e da quanto non mi emozionavo così per un film d'azione, la risposta era ovviamente proprio il Guerriero della Strada.
Perchè Mad Max: Fury Road? Ci sono tanti motivi per cui l'ho scelto, in sintesi:
Finalmente un film torna a parlare attraverso le immagini. Può sembrare una banalità, ma da troppo tempo assistiamo a film, di ogni genere, dall'introduzione infinita. Questo, oltre a minare il ritmo, finisce inevitabilmente per comprometterne la durata. Sembra quasi che, per le grandi produzioni odierne sia diventato obbligatoriamento che il film duri sopra le due ore e mezzo, anche per i film di puro intrattenimento. Il dono della sintesi è andato perduto da molto tempo.
Miller, in nemmeno dieci minuti, traccia un mondo dettagliato e credibile, con disarmante essenzialità e chiarezza. Non c'è bisogno che qualcuno venga a dirci chi siano i buoni o i cattivi, cosa vogliano o perchè, e quali siano le gerarchie che governano il mondo. E' tutto cristallino e potabile come l'acqua di sorgente. Nella mente del regista era tutto già definito nella lunga fase di pre-produzione, tanto che la sceneggiatura di base è stata realizzata sotto forma di fumetto (curiosità riportata qui, insieme ad altre). Show don't tell da manuale, come del resto l'inizio de Il Guerriero della Strada (qui una vera e propria lezione basata proprio su questa sequenza). Lo spettatore apprende subito tutto ciò che gli serve sapere, in modo da essere scaraventato in un inseguimento di quasi due ore, senza respiro, come non se ne vedevano da decenni. Ammesso se ne siano mai viste.
Dal punto di vista del genere, Mad Max: Fury Road riscrive, anzi aggiorna, i canoni del post apocalittico (da Miller stesso lanciati con Il Guerriero della Strada), e in più stravolge i ritmi e i canoni del cinema d'azione moderno, e statene certi: gli emuli non tarderanno ad arrivare. E Fury Road sarà il metro di paragone per i film d'azione da qui ad almeno il prossimo decennio, potete contarci.
Aldilà dell'adrenalina, dell'ottimo ritmo e dalla tecnica sopraffina (consiglio questo notevole articolo sulla composizione e sul montaggio per approfondire), Mad Max: Fury Road è anche uno dei migliori film sulla parità dei sessi da anni a questa parte, e lo fa senza sermoni didascalici, ma con la semplicità e la chiarezza che contraddistingue tutta la narrazione e la descrizione del film.
Altro fattore per me importante, è stato l'istantaneo fenomeno di culto creatosi attorno al film. Battute e gesti di personaggi, anche secondari, sono diventate di culto in pochi giorni (divertente la storia delle recensioni alla bombolette spray su Amazon). Il mondo di appassionati di Mad Max è limitato rispetto a quello di saghe più famose, l'allargamento dei fan e della notorietà della serie è certamente dovuto al fatto che Fury Road è diventato un film iconico, e cult, in un tempo davvero breve.
Il film è bellissimo e avvincente anche per chi non conosce i film precedenti. Miller non è caduto nella trappola dei dettagli: il ritorno di Max non è definito. Si può leggere come si vuole, remake, reboot potrebbe persino essere una sequel che continua l'arco narrativo della trilogia originale, il discorso tiene sempre. Le uniche differenze sono di poco conto in termini di narrazione: Tom Hardy (eccellente) al posto di Gibson e, a essere proprio pignoli, nella trilogia originale Max ha un bimbo piccolo, qui invece troviamo una bambina, e piuttosto cresciuta, ma il bambino/a è una figura non attiva nello sviluppo della storia, quindi non sposta nulla. E in ultimo, cosa rara, è un film bellissimo anche per chi ama la trilogia originale, cosa non scontata. E anzi è forse il film che aspettava da molto.
Non è importante se sia o un sequel o no, la cosa che veramente conta è che lo spirito della trilogia sia incarnato alla perfezione, alla faccia di chi, qualche anno fa, pensava che si trattasse di un personaggio magnifico ma anacronistico per il cinema e il pubblico di oggi (in primis il sottoscritto).
Giusto per capire l'importanza, e quindi la sua iconicità già oggi, basta vedere non tanto le varie classifiche, che spesso lo inseriscono in testa o sul podio del 2015, ma i commenti non canonici, come quello pochi giorni di fa di Quentin Tarantino. Il dato che mi ha più colpito è che il salottiero e nobile Cahier du Cinema, storica rivista di cinema francese dove si sono formati autori del calibro di Francois Truffaut e Jean-Luc Godard e Claude Chabrol, che generalme inserisce solo film indipendenti nella propria classifica (e quasi mai americani) ha inserito Fury road al 5° posto (primo l'italiano e bellissimo Mia Madre di Nanni Moretti). Un risultato che è tutto dire.
Mad Max: Fury Road è uno di quegli eventi cinematografici memorabili, come ne capitano raramente in un decennio, perla oggi e metro di paragone per il futuro. Per me il film dell'anno 2015.






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