La collina dei papaveri – Recensione di film e Blu-Ray
L'ultimo film dello Studio Ghibli finalmente in versione italiana!
Buon anno a tutti! Non scrivevo un post da troppo tempo, tra lavoro, feste, esami, vari articoli in
arretrati per Cyberludus.com e qualche malanno inatteso, il mio tempo
per vedere film è praticamente scomparso.... figuriamoci scriverne! L'unica vera perla che sono riuscito a regalarmi, è stata
La collina dei papaveri, ultimo progetto dello Studio Ghibli, di cui
attendevo da tanto tempo l'edizione italiana Home Video (è stato
proiettato al cinema, ma solo una per una singola giornata e in pochissime città, mia esclusa ovviamente). Prima mi
occuperò del film, e poi della valutazione dell'edizione Blu-Ray
italiana, distribuito da Lucky Red.
Il film
La vicenda si svolge a Yokohama nel
1963, e vede un Giappone in crescita che si appresta a ospitare l'
attesissima Olimpiade di Tokyo 1964. Questo periodo storico è
fortemente simbolico, in quanto l'evento olimpico è da molti visto
come il momento di passaggio e ripresa definitiva del Sol Levante dal conflitto
mondiale. Su questo sfondo di crescita e urbanizzazione, troviamo la
sedicenne Umi (chiamata anche Mer alla francesce, in quanto umi in
giapponese vuol dire mare) che vive in una sorta di ostello sulla
collina dei papaveri, la collina che sovrasta Yokohama. Lei, orfana di padre (marinaio) e con la madre docente universitaria negli USA, ogni
mattina issa due bandiere di segnalazione marittima, che significano in gergo nautico sono un augurio di buona navigazione. A risponderle, ogni mattina, è
un ragazzino di nome Shu, direttamente dal rimorchiatore del padre. I
due si conosceranno quasi casualmente, durante una gesto di protesta di alcuni
studenti contro la demolizione dell'edificio che ospita i club
studenteschi. Pur se inizialmente distante, inizierà a
partecipare alla difesa dell'edificio, il Quartier Latin, seguendo da
vicino le “lotte” studentesche della scuola.
Il film, checche se ne dica, è un vero
e proprio gioiello. Al solito dello Studio Ghibli, e in particolare
delle storie scritte da Hayao Miyazaki, anche in questo caso
troveremo l'intreccio di più tematiche in una storia (solo
apparentemente) semplice e lineare. L'importanza del rinnovamento
senza trascurare il passato, simbolizzato dalla strenua difesa del
fatiscente ma caratteristico e storico Quartier Latin. L'edificio
non rappresenta solo la memoria storica del paese (gli studenti, oltre alle attività di club e al volantino scolastico, vi
conservano le verifiche e i compiti in classe di decenni prima), ma
anche la lotta all'edificazione selvaggia. Se una cosa funziona e
serve, è inutile distruggerla solo perchè è vecchia. Yokohama,
peraltro, è una delle città del Sol Levante dove la transizione tra
vecchio e nuovo è storicamente un segno distintivo. Anche la
contrapposizioni studentesche tra i progressisti e i conservatori,
proprio sul tema della demolizione, hanno un certo peso nel film. Un
altro aspetto onnipresente, specialmente nell'ultima parte del film,
è una specie di bisogno di rilasciare una speranza. La collina dei
papaveri sembra quasi essere pensato proprio in questa funzione (come
fa intuire Hayao Miyazaki in un'intervista presente negli extra), con
il forte desiderio di lanciare un messaggio positivo per il futuro.
In questo senso il tema centrale del film e dei titoli di coda,
Sayonara no Natsu (tradotto: L'estate degli addii) è, paradossalmente rispetto
al titolo, un testo positivo e di speranza, e personalmente ritengo
sia una delle più belle canzoni in un film Ghibli da tanto tempo a
questa parte.
Ancora una volta lo Studio Ghibli riesce a trasmettere il
suo tocco magico, qualcosa di inspiegabile e invisibile. Quando si pensa che ormai lo stupore
e la meraviglia siano difficili da raggiungere, lo studio di Miyazaki
riesce sempre a sorprendere, quasi a ricordare che un film per avere
"quell'indescrivibile senso di magia" non deve necessariamente essere
un fantasy. La sincerità e la volontà, anche in un progetto
cinematografico, sono in grado di fare la differenza tra un prodotto
normale e un prodotto speciale. Di certo non si tratta di un film
perfetto, di difetti e sbavature ve ne sono, e Goro è un regista
ancora acerbo ma ha saputo cogliere il messaggio della sceneggiatura
del padre, cercando di metterci del suo. Si tratta di un film
fortemente sincero e, di questi tempi, necessario, che merita senza
dubbio di essere visto a prescindere.
Il Blu-Ray
Questa volta si tratta di una prima visione
anche per me, mentre le precedenti uscite Ghibli di Lucky Red, escludendo Arietty, erano tutti titoli recuperati o inediti (I Sospiri del mio cuore, Laputa - Il Castello nel cielo ecc.) ed è stata una prima visione con i fiocchi. Da un
punto di vista tecnico il Blu-Ray è semplicemente perfetto, eccelso specialmente il riversamento video. Per mia abitudine
scelgo sempre di vedere ogni film (se possibile) in lingua originale, ma ho
comunque dato un parziale secondo ascolto al doppiaggio italiano. Per
quanto non vi sia la forza recitativa e d'atmosfera del doppiaggio
originale, la traccia italiana si difende abbastanza bene, con voci scelte con cura e professionalità, pur restando molto distante dal doppiaggio giapponese. La parte più sorprendente del
Blu-Ray, è senz'altro quella relativa ai contenuti extra, davvero
ricchi e interessanti come raramente capita di vedere per un anime.
Dopo un'intervista di poco più di un quarto d'ora al regista,
troviamo la conferenza stampa di presentazione del progetto. In
questo video di circa quaranta minuti, emergeranno le ispirazioni di
Hayao Miyazaki (sceneggiatore) e i suoi pensieri in merito ai progetti
presenti e futuri dello Studio Ghibli, con alcuni passaggi davvero
interessantissimi (e commoventi). Partecipano anche Satoshi Takebe, a
cui sono affidate le musiche (debutto con lo Studio Ghibli) e lo
stesso regista Goro Miyazaki. A seguire troviamo un breve discorso
dopo una premiere del film (interna allo studio) con Miyazaki padre
apparentemente severo in merito al prodotto finito e poi scherzoso
con il resto dello staff, e Goro chiude l'intervento. Poi troviamo
una clip con la cantante Aoi Teshima mentre canta il tema principale del film, Sayonara no Natsu, dove si intravedono frammenti della
vera Yokohama nel 1963. Per chi volesse approfondire il discorso
legato alla città, troviamo un mini documentario di poco più venti
minuti che, partendo da una targhetta commemorativa scritta proprio
dal regista Goro Miyazaki, che grazie a questo film ha vinto il 35° Japan Academy Awards come regista del miglior film animato. Il filmato presenta la città di Yokohama in più momenti
storici, prevalentemente moderni e degli anni 60 ma anche con rari
filmati dei primi anni trenta, e mostra “cosa cambia e cosa non
cambia” nella seconda città più grande del Giappone. Troviamo anche un divertente siparietto di circa venti minuti,
avvenuta dopo la premiere del film al pubblico, con
l'auto-presentazione dei doppiatori al pubblico, il tutto condotto
dalla doppiatrice della protagonista, con presenza sul palco anche
del regista. Infine troviamo l'intero film sotto forma di storyboard
iniziali del regista, con traccia audio normale ad accompagnare l'andamento della storia insieme ai
disegni preparatori.
Ancora una volta bisogna ringraziare Lucky Red per lo stupendo lavoro svolto, già degna di affetto per gli appassioanti grazie al recupero delle opere Ghibli "vecchie" distribuite (malamente) in passato da Buona Vista, che per le uscite “attuali”, il tutto svolto con grande professionalità. Per questo film la cosa italiana s'è letteralmente superata, firmando un'edizione di grandissimo pregio, dalla quantità e qualità di extra praticamente inaudita nel nostro paese per un film d'animazione giapponese, e che consiglio a tutti gli appassionati di animazione giapponese senza alcuna riserva.
Per approfondire, ecco la pagina IMDB e Wikipedia del film.
Ancora una volta bisogna ringraziare Lucky Red per lo stupendo lavoro svolto, già degna di affetto per gli appassioanti grazie al recupero delle opere Ghibli "vecchie" distribuite (malamente) in passato da Buona Vista, che per le uscite “attuali”, il tutto svolto con grande professionalità. Per questo film la cosa italiana s'è letteralmente superata, firmando un'edizione di grandissimo pregio, dalla quantità e qualità di extra praticamente inaudita nel nostro paese per un film d'animazione giapponese, e che consiglio a tutti gli appassionati di animazione giapponese senza alcuna riserva.
Per approfondire, ecco la pagina IMDB e Wikipedia del film.





Commenti
Posta un commento