Perchè Spectre non ha convinto del tutto
Era da tempo che non scrivevo qualcosa, e credo che la baraonda generata da Spectre sia una buona occasione, specialmente per uno come me, bondiano praticamente da quando sa leggere.
È bene rispondere subito alla domanda che di certo molti si sono fatti: come mai il ritorno della SPECTRE si è fatto attendere così tanto? Principalmente per problemi legali sull'utilizzo dei personaggi e del nome dell'organizzazione. Solo nel 2013 la Danjaq (compagnia della famiglia Broccoli, che detiene i diritti di immagine dei personaggi del mondo di James Bond) è riuscita ad acquisire i diritti per utilizzare di nuovo la SPECTRE e i suoi personaggi, compreso il buon Ernst Stravro Blofeld, numero 1. Per questo motivo non vedevamo Blofeld da molto tempo (1981, Solo per i tuoi occhi o, se non lo ritenute troppo apocrifo, 1983, Mai dire mai).
Questa è la mia opinione SENZA SPOILER, per chi il film lo vuole vedere e non lo ha ancora visto. Spectre è probabilmente uno dei film più ambiziosi di tutta la saga di James Bond, e forse più di tutti gli altri. E anche per questo, è quello che dura più di tutti in termini di minutaggio. Aperto da un piano sequenza semplicemente memorabile, il film si sviluppa con una certa freschezza per almeno 3/5 della durata. Scene d'azione coreografate divinamente, narrazione piacevole, ritmo altissimo e un pò di humor inglese, che non guasta mai. Poi nell'ultima ora qualcosa sembra andare storto, ma non certo nel film in sè quanto in alcune sue scelte di caratterizzazione. Gli appassionati della saga potrebbero non apprezzare la nuova genesi di Blofeld, drasticamente diversa da quella originale. E questo forse è il problema più grande dell'intero film, almeno per gli affezionati della serie.
Intendiamoci, Spectre ha anche altri difetti, ma sono tutto sommato perdonabili. Il film di Mendes, già regista di Skyfall, calca la mano su alcune situazioni, in primis sulla volontà di collegare i film precedenti con Craig al nuovo, tracciando e allo stesso tempo chiudendo un cerchio, prima non esistente. La scelta non è di per sè malvagia, e tutto sommato funziona, ma si ha la sensazione che l'incastro sia a volte un pò forzato. Questa voglia di mettere insieme tutto, contribuisce a far percepire l'insieme come un pò frettoloso nella parte finale del film, dovuto anche a qualche risvolto psicologico di troppo. Come detto, alla fine cosette veniali in un film d'azione.
Spectre ha ovviamente anche tantissime cose buone, che sono la netta maggioranza. Le sequenze d'azione sono tutte coinvolgenti, anche quelle più al limite, e i bondiani non potranno che cedere al gioco del riferimento filmico. Molti i capitoli in qualche modo evocati: Dalla Russia con amore, Goldfinger, Goldeneye, Solo per i tuoi occhi, Al servizio segreto di sua Maestà, e ogni fan ne troverà altri in base alle proprie suggestioni. Le interpretazioni sono al solito convincenti, con la preziosa partecipazione dal sempre perfetto Waltz e da un Craig ormai in simbiosi con James Bond, benissimo tutti gli altri comprimari (escluso l'imbarazzante cameo della Bellucci).
In sintesi, il sentimento che prova il bondiano di lungo corso, una volta fuori dal cinema, è di trovarsi di fronte a un buon Bond, buonissimo, ma che con qualche accortezza in più sarebbe potuto divenire uno dei migliori episodi della saga in assoluto. Oltre al divertimento e alla soddisfazione, c'è anche il rammarico per non aver sfruttato appieno un'occasione forse irripetibile, specialmente considerando i probabili addii al franchise dello stesso Craig, di Sam Mendes e forse anche di Sony e MGM, che non hanno rinnovato per ora i diritti, e già si vocifera un interessamento della Warner Bros. Per questi motivi Spectre sarà probabilmente l'ultima avventura di questo James Bond, che sarà facilmente oggetto di reboot nelle produzioni future. Ed è forse proprio per questo che il rammarico è tanto forte.




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